Come identificare i requisiti per il riutilizzo idrico partendo dalla comprensione della matrice idrica e dei diversi tipi di processi industriali

Come identificare i requisiti per il riutilizzo idrico partendo dalla comprensione della matrice idrica e dei diversi tipi di processi industriali

Approfondite i diversi tipi di processi e di acque industriali per capire quali sono i requisiti di qualità che il vostro sistema di riutilizzo idrico deve rispettare.

Questo modulo spiegherà perché è importante comprendere la matrice dell’acqua e conoscere i diversi tipi di processi e di acque industriali per poter individuare il tipo di trattamento e i requisiti per la qualità dell’acqua del sistema di riutilizzo idrico.

Prima di analizzare i processi di riutilizzo dell’acqua industriale, parliamo del trattamento dell’acqua. Con ’trattamento dell’acqua’ si indicano i processi che rendono l’acqua adatta all’uso finale desiderato. Gli usi finali possono essere acqua potabile, per processi industriali, per fini medici e molti altri.

Il trattamento dell’acqua comporta la rimozione e l’aggiunta di sostanze, a seconda della qualità richiesta. Tutte le altre fasi sono di trasferimento dell’acqua: il prelievo idrico prima del trattamento e la distribuzione dopo.

Per approfondire il tema, seguite il corso ECADEMY ’Il trattamento delle acque industriali’, che fornisce una panoramica generale del trattamento dell’acqua nei processi industriali ed esamina nel dettaglio le fasi dei processi.

Per progettare un processo di riutilizzo idrico adeguato è essenziale conoscere la fonte idrica, la qualità dell’acqua, i contaminanti presenti e il tipo di carico dell’acqua: organico, inorganico o misto. È quindi possibile capire se la matrice idrica sia complessa o semplice.

Anche l’uso previsto dopo il processo di riutilizzo determina quanto il trattamento dev’essere approfondito e quali sono i metodi di trattamento adeguati. Si può quindi associare il settore industriale alla matrice idrica e capire qual è la strategia di trattamento necessaria.

I settori con carico prevalentemente organico comprendono:

Il settore alimentare, che in genere ha carichi elevati di sostanze organiche relativamente facili da trattare.

Il settore farmaceutico ha carichi minori ma più difficili: per rimuovere alcune sostanze presenti nell’acqua occorrono trattamenti speciali.

I processi del settore cartario invece producono un elevato contenuto di sostanze solide, che generalmente si rimuovono per filtrazione.

Nei segmenti industriali che producono acque reflue con sostanze inorganiche, i sali sono il contaminante più tipico: è così per i settori siderurgico, automobilistico, minerario, navale e dei semiconduttori e per le centrali energetiche.

Cloruri, solfati e sostanze simili aumentano la salinità dell’acqua e richiedono trattamenti con pressioni elevate, ad esempio osmosi inversa e nanofiltrazione.

Nel settore minerario, metalli pesanti, sostanze velenose e radioattività comportano particolari difficoltà, sia per il trattamento idrico, sia per la successiva gestione dei solidi.

Per i carichi misti, organici e inorganici, ricordiamo i settori chimico, tipografico, delle materie plastiche, del riciclaggio e del petrolio, oltre ai parchi industriali.

Il settore tessile è un esempio di segmento con carichi misti, dovuti alla presenza nell’acqua di carichi organici e inorganici a seconda della fase produttiva.

Ricapitoliamo i punti toccati in questo modulo:

- È essenziale conoscere la fonte idrica, la qualità dell’acqua, i contaminanti presenti e il tipo di carico dell’acqua: organico, inorganico o misto.
-Il trattamento delle acque industriali deve sempre essere adeguato all’uso finale desiderato.
- Occorre mettere in relazione il settore industriale con la matrice idrica e capire la strategia di trattamento necessaria.